Su Londra 2012 l’ombra di inquinamento e radiazioni

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Le medaglie prodotte per le Olimpiadi di Londra causeranno 200 morti premature l’anno perché prodotte da una miniera altamente inquinante e sotto lo stadio olimpico c’è materiale radioattivo sepolto anni fa

Olimpiadi 2012, all’insegna di inquinamento e radiazioni. Due problemi distinti, seri e contemporanei, che stanno «condannando» il più grande evento sportivo del pianeta. Le medaglie prodotte per le Olimpiadi di Londra causeranno 200 morti premature l’anno: a denunciarlo è «The Indipendent». Inoltre, come se non bastasse, il quotidiano britannico «The Guardian» lancia un ulteriore allarme, dichiarando che i giochi olimpici si svolgeranno in un’area che contiene scorie radioattive nel sottosuolo.

Ma andiamo con ordine. Sarà il colosso minerario anglo australiano Rio Tinto a fornire le 4.700 medaglie, prodotte dalle miniere di rame di Salt Lake City, nello Utah, Stati Uniti. Si tratta di una miniera altamente inquinante, che rilascia ogni anno notevoli quantità di sostanze nocive, generando effetti congeniti letali, causando molto spesso numerose morti premature.

A confermare questo triste dato di fatto è lo Utah Physicians for a Healthy Environment, in collaborazione con l’Epa, agenzia per la protezione ambientale statunitense. Uno degli studiosi, Brian Moench, ha fatto notare come l’inquinamento atmosferico sia responsabile, causando gravi problemi agli embrioni delle donne incinte e deformità congenite, della morte di circa 200 bambini l’anno a Salt Lake City.

Non a caso la nota rivista «Forbes» l’ha classificata come una delle città più tossiche degli interi Stati Uniti d’America.

Ultimamente la multinazionale Rio Tingo, già accusata in passato di violazione dei diritti umani per i suoi stabilimenti in Indonesia e Papua Nuova Guinea, ha incontrato diversi gruppi ambientalisti, e di recente ha dichiarato che, tramite la conversione degli impianti energetici da carbone a gas naturale, ridurrà le emissioni nello Utah del 9%.

Riguardo al secondo problema, stando ai dati raccolti in un’inchiesta del giornale «The Guardian», lo sviluppo dell’area a Est della metropoli londinese, dopo la fine dei Giochi, sarebbe a rischio proprio per la presenza di materiale radioattivo, centinaia di tonnellate di torio e radio, seppellito decine di anni fa senza rispettare del tutto le norme di sicurezza previste dalle leggi in vigore in Gran Bretagna.

Cosa accadrà quando lo stadio olimpico verrà demolito per far posto a palazzi ad uso abitativo?! Il direttore dell’Oda, Olympic Delivery Authority, ha assicurato che la zona è completamente sicura e risanata, dichiarando che i livelli di radioattività non sono affatto al di sopra della norma consentita. Sarà vero? In tempi di disastri e false promesse non ci resta altro che l’angosciosa attesa.