A Locarno il festival delle polemiche

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La morale è la pietra della discordia… Le serate di cinema che raccontano la vita reale nelle sue luci, le sue ombre, i suoi drammi in una stilizzazione artistica che resta al centro della produzione culturale del nostro tempo e del tentativo degli uomini di vivere liberi e felici anche grazie all’arte che riesce a penetrare nei meandri dell’inconscio e magari a contribuire a uscirne vivi e vincitori verso nuovi livelli di coscienza e di padronanza di sé

Con un Cielo favorevole nonostante le turbolenze meteorologiche e gli acquazzoni a intervalli regolari il 3 agosto alle 18,30 nell’atrio delle Scuole magistrali il Sindaco di Locarno on. Speziali ha aperto i lavori del Festival che ha reso Locarno una delle Capitali del Cinema Mondiale. Da Berna, circondato esclusivamente dall’affetto del pubblico, è arrivato anche il consigliere federale Didier Burkhalter e consorte, applaudito come una Star al termine del suo appassionato intervento sulla libertà e la libertà dell’arte che è uno dei principi fondanti della Confederazione elvetica.

L’intervento del Direttore artistico Olivier Pére ha tracciato le linee del Festival alla seconda edizione sotto la sua direzione artistica che già l’anno scorso era stata al centro di polemiche da parte di alcuni ambienti culturali locali, che avevano contestato alcune pellicole considerate troppo hard (vedi dibattito sul Batacc con gli interventi di Armando Dadò, Gino Buscaglia e Vincenzo Valenzi). Polemiche che hanno ripreso di tono con un nuovo intervento di Armando Dadò sul Corriere del Ticino. Nel suo slancio critico quest’anno l’editore ha colpito il regista Abel Ferrara a cui la giuria ha voluto assegnare il Pardo alla carriera. Questo anno Dadò rilancia la critica morale contro le scelte artistiche della direzione del festival e di Père in particolare.

Che dire, sarebbe interessante vedere Dadò alla direzione del Festival: avremmo solo film morigerati che avrebbero superato una solida censura morale? Ne guadagnerebbe Locarno, il festival e la stessa morale? Può essere utile riflettere come sui cattivi pensieri e sulla questione morale forse è il caso di intrattenersi ancora, riflettendo su quanto volle dirci in merito uno dei grandi pensatori del nostro tempo, F. Nietzsche (e con questo spero di non scivolare troppo nell’immorale pure io), che in materia ebbe a scrivere nell’Innocenza del Divenire: «Pensare male significa rendere malvagio». In un altro frammento il tedesco approfondisce la questione: «In che senso la morale ha provocato danni? In quanto ha disprezzato il corpo nell’ascetismo del dovere, del coraggio, della laboriosità, della fedeltà e così via; in particolare in forza di quel canone intrecciato alla religione secondo cui procurarsi piacere dispiace alla divinità, mentre procurarsi dolore le è gradito. Si imparò a soffrire, si sconsigliò di gioire ciò in tutte le morali (tranne in quella di Epicuro) e, dunque finora la morale è stata uno strumento per disturbare lo sviluppo delle basi fisiologiche dell’uomo; è solo per la sua debolezza che la morale non ha distrutto tali basi: essa è stata un dado terribile, nel grande gioco dei dadi. Dobbiamo disimparare la coscienza, così come l’abbiamo imparata. In complesso la grande forza preservatrice, che ha avuto il sopravvento sulla morale, è stata quello che veniva chiamato male, l’impulso dell’individuo a imporsi senza tener conto delle teorie, a sentirsi bene, a cercare piacere, a subordinare i bisogni più prossimi a quelli più lontani, mentre la morale non solo distingue bisogni superiori e inferiori, ma insegna a disprezzare e spesso a condannare questi ultimi (i cosiddetti piaceri dei sensi)».

Ma ritorniamo a noi con le serate di cinema che raccontano la vita reale nelle sue luci, le sue ombre, i suoi drammi in una stilizzazione artistica che resta al centro della produzione culturale del nostro tempo e del tentativo degli uomini di vivere liberi e felici anche grazie all’arte che riesce a penetrare nei meandri dell’inconscio e magari a contribuire a uscirne vivi e vincitori verso nuovi livelli di coscienza e di padronanza di sé. Tutte le notizie su uno dei più bei Festival le trovate su www.pardo.ch con sorprese come l’intervento di Kirk Douglas in diretta all’apertura in Piazza Grande che ha premiato i coraggiosi che fiduciosi nel cielo si erano seduti sulle sedie bagnate per godersi il film di apertura Super 8 del regista americano JJ Abrams, prodotto da Steven Spielberg.

Sorprese che continueranno fino al 13 agosto rendendo Locarno la Capitale estiva del Cinema mondiale grazie al grande sforzo collettivo della Confederazione, del Canton Ticino, degli sponsor che con Ubs Swisscom Aet e Manor, sotto la direzione di Marco Solari, hanno riportato ancora una volta la Svizzera al centro della Cultura e del cinema mondiale. Grazie anche a tutti quanti lavorano a questo miracolo svizzero che fa sì che la Confederazione elvetica con tutte le sue piccole e grandi cittadine si conferma come uno dei paesi più ricchi e di più alta qualità della vita al mondo.

Un esempio di federalismo e di equilibrio tra grandi e piccole città che dovrebbe far riflettere un mondo sempre più metropolitano e concentrato nelle grandi città. A Locarno di Grande oltre al Lago c’è la Piazza dove al Cielo piacendo vanno in scena fino al 13 agosto i grandi artisti e le grandi opere cinematografiche del tempo con una passerella di stelle da Kirk Douglas, a Sandokan, da Gérard Depardieu alla ministra degli Esteri della Confederazione Michelle Calmy Rey nel piccolo Paese dove tutti i Vip diventano uomini della strada, tranquilli e felici.