La nostra cultura che viene dalle tribù

80

Per diffondere la comprensione e il rispetto verso i popoli tribali e gli straordinari contributi da essi dati all’umanità, Survival ha sintetizzato in nove punti quella parte di storia che è ancora da noi poco conosciuta

Domani si celebra la Giornata Onu per i popoli indigeni: «un’importante occasione annuale» sottolinea il direttore generale di Survival International Stephen Corry, «per riconoscere i popoli indigeni e il loro diritto alla vita e all’auto-determinazione». Allo scopo di diffondere la comprensione e il rispetto verso i popoli tribali e gli straordinari contributi da essi dati all’umanità, Survival ha deciso quest’anno di richiamare l’attenzione su 9 fatti poco conosciuti a riguardo.

1. Nel mondo si contano almeno 100 popoli incontattati. Alcuni di essi vivono a meno di 100 km da Machu Picchu, una della più importanti mete turistiche mondiali.

2. I popoli tribali della valle di Baliem, in Nuova Guinea, hanno probabilmente sviluppato l’agricoltura molto prima degli antenati degli Europei.

3. Gli «zingari del mare» Moken, nel mare delle Andamane, hanno sviluppato la capacità unica di mettere a fuoco sott’acqua per procurarsi più facilmente il cibo. La vista dei bambini Moken è del 50% più potente di quella dei coetanei europei.

4. Si pensa che la tribù dei Sentinelesi viva nelle isole Andamane da circa 55.000 anni.

5. Una lingua ogni 6 di tutte quelle parlate sul nostro pianeta viene dalla Nuova Guinea.

6. I popoli tribali hanno sviluppato alcuni dei cibi più importanti del mondo: la manioca (cassava), il mais e le patate sono tutte coltivazioni indigene.

7. In Tanzania, i cacciatori Hadza individuano i nidi delle api tra i rami dei baobab inseguendo il canto di un piccolo uccello africano.

8. In Brasile, le donne Awá si prendono cura delle scimmiette rimaste orfane allattandole al seno.

9. La lingua dei guaritori boliviani Kallawaya, parlata ancora oggi, si ritiene sia la lingua segreta dei re Inca.

(Fonte Survival International)