«Salvato» il Sistri

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Prestigiacomo: «L’approvazione all’unanimità, da parte della commissione Bilancio del Senato, dell’emendamento che ripristina il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi è un segnale importante per la difesa dell’ambiente e la tutela della legalità nel nostro paese»

Si stava scherzando, il Sistri è salvo. La commissione Bilancio del Senato salva il sistema di tracciabilità dei rifiuti industriali e con un emendamento modifica quanto inserito nel Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138 «Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo», Decreto pubblicato in G.U. n. 188, il 13 agosto 2011.

Il Sistri,sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, entrerà in vigore a partire dal 9 febbraio 2012; le circa 360mila imprese interessate avranno, pertanto, cinque mesi di tempo per cercare di affrontare le complicazioni procedurali e le difficoltà tecnologiche, applicative che hanno denunciato sin dagli albori dell’istituzione di tutto il complesso. Una personale battaglia portata avanti dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che all’indomani della pubblicazione del tanto discusso Decreto anti-crisi aveva definito la cancellazione del Sistri «un atto di miopia politica» e che invece ora afferma, in una nota ufficiale, «l’approvazione all’unanimità, da parte della commissione Bilancio del Senato, dell’emendamento che ripristina il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi è un segnale importante per la difesa dell’ambiente e la tutela della legalità nel nostro paese».

Il Sistri, sistema che sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° settembre per le imprese di grandi dimensioni e poi a scaglioni sino al 1° gennaio 2012 e che come principio promotore ha la difesa dell’ambiente, della legalità nella gestione dei rifiuti pericolosi e non e dell’efficienza garantita dalla rimozione delle obsolete documentazioni cartacee come il Formulario di identificazione rifiuti (Fir), il Registro di carico e scarico e il Modello unico di dichiarazione (Mud), resta in attesa di verdetto ufficiale scritto nero su bianco e pubblicato in G.U..

Ora per il ministro Prestigiacomo si aprirà un nuovo periodo di lavoro intenso che vedrà il confronto di vari attori, comparse più meno significative di questa soap opera, lavorare sulle svariate criticità finora emerse nell’intento di individuare necessari rimedi. In fondo, come più volte ribadito «Il ministero dell’Ambiente è stato sempre disponibile a trovare soluzioni che semplifichino gli adempimenti ai piccoli operatori, le piccole e piccolissime aziende, che rappresentano l’80% del bacino di utenza e che il Sistri non può escludere in quanto la non applicazione del sistema vanificherebbe, di fatto, il sistema stesso, facendo venir meno le finalità di legalità e di tutela ambientale che sono alla base del progetto».

In definitiva, il Sistri, sistema dall’indubbio valore morale, forse ora è di nuovo una realtà alla quale adeguarsi nei prossimi mesi. Tralasciando la gioia di pochi e l’ansia di molti che ora diventa nuovamente tangibile, di certo questo sistema ha nel suo curriculum ancora molte note da integrare. Non bisogna dimenticare, infatti, tutti i costi che le aziende obbligate ad adempiere alle disposizioni di legge hanno sostenuto in questi due anni, costi legati ai «contributi annuali», al tempo dedicato alla formazione degli addetti, al ritiro dei dispositivi usb, dispositivi spesse volte non funzionanti, al montaggio delle black box, allo studio delle procedure operative farraginose, generiche e difficilmente applicabili in un contesto aziendale, ecc.

E la storia continua.