Le sfide per comunicare la scienza del clima

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Sulla base dei più recenti sondaggi, l’opinione pubblica considera sempre meno i cambiamenti climatici come un problema serio e urgente. Al contrario, mai come adesso è fondamentale che la gente sia consapevole della gravità delle conseguenze del riscaldamento globale

In un editoriale pubblicato online, la rivista «Nature» ha affermato che gli scienziati del clima dovrebbero migliorare il proprio modo di comunicare, e partecipare attivamente all’ideazione delle campagne di comunicazione sul clima: nel momento in cui la leadership politica sembra trascurare la questione dei cambiamenti climatici, gli scienziati devono moltiplicare gli sforzi per portare il proprio messaggio ai cittadini.

Occorre una nuova strategia per comunicare in maniera efficace i rischi legati ai cambiamenti climatici; gli scienziati del clima dovrebbero far propria, in particolare, la lezione di chi ha già una tradizione consolidata di comunicazione del rischio, e che ha ben in mente le raccomandazione della World Health Organization: identificare il messaggio principale; comprendere il punto di vista del pubblico, e coinvolgerlo attraverso sondaggi e dibattiti; produrre materiale informativo, cartaceo e digitale; comunicare utilizzando una molteplicità di canali diversi.
Il maggior numero di scienziati possibile dovrebbe comunicare sui media, sui blog, partecipare ai dibattiti sulle politiche sul clima. È fondamentale, soprattutto, che gli scienziati mantengano vivo l’interesse sugli scenari catastrofici (ma del tutto possibili in un futuro non lontano) di un mondo «più-caldo-di-4-gradi-centigradi» (a «four-degree-warmer» world), un mondo ormai alle porte, sulla base degli attuali trend di emissione.

Per raggiungere l’opinione pubblica, scienziati e comunicatori devono affrontare due importanti sfide. Innanzitutto, chiunque voglia comunicare la scienza del clima deve trasmettere il contenuto tecnico dei fatti osservati e delle previsioni contenute nei modelli e nelle simulazioni nella maniera più brillante e appassionata possibile, senza per questo compromettere il rigore scientifico del messaggio.
Il secondo obiettivo è comunicare le incertezze legate ai cambiamenti climatici, senza intaccare quel nucleo di conoscenze sulla questione su cui ormai esiste il massimo consenso.
L’appello lanciato da «Nature» è chiaro: gli scienziati e le loro istituzioni devono fare di più per aumentare il sostegno e il coinvolgimento dell’opinione pubblica, e per contrastare attivamente i tentativi di mistificazione o di travisamento (per esempio, gli errori grossolani dei politici o altre personalità pubbliche, o dichiarazioni più subdole, da sottoporre a un’analisi più approfondita). Avendo ben in mente la massima di Stephen Schneider,  il grande climatologo e comunicatore (visita il suo sito «Mediarology») scomparso poco più di un anno fa: «Conosci il tuo pubblico, conosci te stesso, e conosci la tua materia».

(Fonte Laura Caciagli, Cmcc)