Quando le particelle naturali contribuiscono ad inquinare l’aria

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Il fumo trasportato dal vento e le particelle prodotte dagli incendi e trasportate in altri paesi, sono classificati come inquinamento naturale

Secondo un nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente (Eea), le ceneri vulcaniche,la sabbia del deserto,il sale marino e altre forme di inquinamento naturale, in aggiunta all’inquinamento delle attività umane, avvelenano l’aria rendendo più difficile, soprattutto per i paesi del Mediterraneo, rispettare le normative ambientali stabilite dall’Ue.

La vicinanza del bacino del Mediterraneo al deserto del Sahara lo rende particolarmente vulnerabile a questi fenomeni.

La relazione ha rilevato i più alti livelli di inquinanti naturali in Spagna, dove si manifestano spesso incendi boschivi, in particolare durante i mesi estivi.

Altri dieci paesi, inclusi Cipro, Grecia e Italia, hanno fatto registrare un inquinamento atmosferico al di sopra dei limiti di legge, a causa di particelle naturali.

«Questa analisi mostra che le autorità dovrebbero compiere sforzi supplementari per ridurre l’inquinamento atmosferico, perché l’effetto cumulativo di particelle naturali e artificiali può danneggiare la salute delle persone», ha detto Jacqueline McGlade, direttore esecutivo di Eea.

Mentre l’inquinamento derivato dagli spruzzi del mare e il trasporto di sabbia è conseguente a fenomeni naturali, il 90% degli incendi boschivi sono causati dall’uomo, come stimato dalla Eea. Il fumo trasportato dal vento e le particelle prodotte dagli incendi e trasportate in altri paesi, sono classificati come inquinamento naturale.

In questo contesto, la Direttiva Ue sulla Qualità dell’aria richiede una riduzione del 20% dell’inquinamento atmosferico entro il 2020. La Direttiva consente agli Stati membri di non includere l’inquinamento da fonti naturali nei dati forniti alla Commissione europea, ma ciascun paese effettua campionamenti per gli inquinanti molto differenti, il che rende difficile fare una valutazione complessiva in modo coerente.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) segnala problemi di salute da esposizione a breve termine che possono causare difficoltà di respirazione, mentre esposizioni a lungo termine possono ridurre le funzioni polmonari e l’aspettativa di vita.