Clima – Obbligatorio adattarsi

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acqua

In attesa che diventano efficaci gli interventi che la comunità internazionale faticosamente sta cercando di raggiungere

«Blue in architecture 09» è il titolo di un simposio internazionale che si svolgerà a Venezia da giovedì a domenica. Il tema della sostenibilità sarà dominante e si incentrerà su acqua, cambiamenti climatici e architettura.

È evidente che il luogo e i soggetti spingeranno ad approfondire le tematiche dell’adattamento. Venezia, stretta fra subsidenza e innalzamento dei mari non vive tranquillamente il suo futuro. E gli architetti, sull’adattamento, hanno certamente da dire qualcosa.

Per questo il cambiamento climatico gioca un ruolo centrale. Vincenzo Ferrara dell’Enea, nella sua relazione, sottolineerà come «l’adattamento al cambiamento climatico è una delle due strategie fondamentali che gli accordi internazionali delle Nazioni Unite hanno predisposto per prevenire le conseguenze negative e i danni all’ambiente naturale e umano che seguono il cambiamento del clima». Ma non si tratta di parole da convegni, la strategia di adattamento prevede impegni concreti: «Consiste di iniziative e misure per ridurre la vulnerabilità, e migliorare la resistenza, di sistemi naturali e umani nei confronti degli effetti del cambiamento climatico attuale o atteso».

Nella sua relazione Ferrara dimostra come «l’adattamento è, e sarà in futuro, l’unico inevitabile processo di pianificazione, che dovrà essere utilizzato da decisori e pianificatori per superare le sfide di un ambiente che si evolve. Poiché il cambiamento del clima è in atto adesso, e l’area del Mediterraneo (e l’Italia) è una delle aree più vulnerabili al cambiamento climatico nel mondo, sia per l’ambiente naturale sia per l’eredità storica e culturale, la strategia dell’adattamento dovrebbe essere applicata immediatamente. L’adattamento in Italia è fondamentale per una gestione integrata delle zone costiere, per la protezione delle risorse idriche interne e per la gestione e pianificazione delle infrastrutture e degli insediamenti».

Questo evento cade in una settimana che vede molti convegni, anche a livello internazionale, sui cambiamenti climatici. È un crescendo in vista dell’appuntamento di Copenhagen in cui dovranno essere prese realmente decisioni concrete pena il giro di boa verso un futuro che proprio nessuno può dire, in coscienza, rassicurante.