Nave veleni – Dall’Astrea indagine… precaria

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Su sei membri d’equipaggio tre andranno via entro l’anno, il 30 giugno licenziati 200 lavoratori a rischio ora altri 230. Silenzio dal ministro Prestigiacomo

La task force per i controlli sulla «nave dei veleni» affondata in Calabria è appena nata ed è già precaria. Sulla nave Astrea, che come annunciato oggi in una conferenza stampa alla Regione dovrebbe iniziare a breve i controlli per verificare se il relitto rinvenuto nel Tirreno cosentino sia carico di scorie nucleari e rifiuti tossici e nocivi, ci sono soprattutto lavoratori a rischio licenziamento.

Governo e istituzioni locali hanno accreditato l’intervento Ispra come decisivo per capirne di più sulla vicenda di Cetraro, ma su sei membri dell’equipaggio provenienti dall’Istituto, ben tre sono ricercatori precari in scadenza di contratto tra pochi mesi, insieme a un esperto di nucleare dell’ex Apat e due dirigenti tra cui il capo del settore Emergenze in mare ex Icram, che ha subito pesantissimi tagli di personale negli ultimi mesi, rimanendo con un solo ricercatore a tempo indeterminato.

Il ministero dell’Ambiente vanta a livello mediatico il suo intervento tempestivo, ma c’è da riflettere sulla distanza tra realtà e propaganda, visto che finora non sono stati fatti investimenti sul settore, e a catturare i pesci che servono per rilevare la presenza di radioattività e azionare le benne per campionare i sedimenti sul fondo del mare ci penseranno esperti che tra due o tre mesi potrebbero essere disoccupati.

Proprio i limiti negli interventi che l’Astrea potrà attuare rendono chiaro che, nonostante l’alta professionalità e competenza dei ricercatori Ispra, il loro intervento in questo momento, senza fondi e personale adeguato, è una foglia di fico che copre l’impossibilità di un vero intervento di bonifica nell’area, almeno in tempi brevi.

All’Ispra la situazione generale è drammatica, per quanto riguarda il personale, visto che il 30 giugno circa 200 lavoratori hanno visto scadere i loro contratti, non rinnovati, mentre altri 230 rischiano di andare a casa da qui a gennaio, senza che il ministro Stefania Prestigiacomo abbia mai sentito il bisogno di rispondere alle loro continue richieste di un incontro o esprimere la sua opinione sull’argomento.

(Fonte assemblea dei precari Ispra)