23mila firme contro i sussidi agli allevamenti

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Sono una delle maggiori cause di inquinamento, sia per le emissioni di metano da queste grandi concentrazioni di animali, sia per la continua crescente distruzione di foreste

Il direttore del Neic (Centro internazionale di ecologia della nutrizione), dott. Massimo Tettamanti, e la portavoce, dott.ssa Marina Berati, hanno consegnato nelle mani della Commissione petizioni del Parlamento europeo le 23mila firme della petizione «Abolizione del sostegno economico all’allevamento e alla pesca da parte dell’Unione europea» provenienti da tutti i paesi dell’Ue.

Il testo della petizione, divulgata in 5 lingue in tutta Europa, afferma che, visto che i soldi delle tasse dei cittadini europei sovvenzionano scelte produttive sconsiderate, che hanno forti impatti negativi diretti e indiretti sulla salute umana, sull’ambiente e sull’economia mondiale, i cittadini europei sottoscrittori della petizione «chiedono la cessazione dei finanziamenti della Politica Agricola Comunitaria (Pac) all’industria dell’allevamento e della pesca, in modo da evitare tutti i problemi suddetti e incentivare il consumo di cibi a base vegetale, salutari e di impatto ambientale enormemente minore, e una conseguente diminuzione del prelievo fiscale a livello europeo».

Dichiara il dott. Massimo Tettamanti, chimico con dottorato in Chimica Ambientale: «Ormai sono sempre di più le evidenze scientifiche che mostrano quanto sia massiccio l’impatto ambientale degli allevamenti sotto ogni punto di vista, soprattutto da quello dell’emissione di gas serra, un impatto maggiore di qualsiasi altro settore produttivo. Non si può più continuare a incentivare con soldi pubblici un settore così inquinante, l’Ue ha il dovere di proteggere l’ambiente e la salute dei suoi cittadini, anziché tassarli per finanziare proprio quel settore».

La presidente della Commissione petizioni ha ricevuto con interesse la petizione, dichiarando che il Parlamento europeo valuterà certamente questa istanza sollevata da così tanti cittadini europei, e che, anche se la proposta in essa contenuta è molto ambiziosa e difficile da implementare, l’argomento è di grande importanza sociale e la petizione servirà comunque di stimolo al Parlamento per una riflessione sul tema.

Varie personalità in Italia e all’estero hanno sostenuto la petizione:

prof.ssa Margherita Hack, Astrofisica, Italia: «Ritengo molto importante l’iniziativa “Stop sussidi agli allevatori”. Gli allevamenti intensivi sono una delle maggiori cause di inquinamento, sia per le emissioni di metano da queste grandi concentrazioni di animali, sia per la continua crescente distruzione di foreste per far posto agli allevamenti».

Jens Holm, ex Parlamentare europeo, Svezia: «Appoggio pienamente la petizione del Neic. Dovremmo abolire le sovvenzioni all’industria della carne, lasciando che sia essa stessa a sostenere il proprio costo ambientale. Gettiamo le basi per un consumo alimentare sostenibile e rispettoso dell’ambiente».

Julia «Butterfly» Hill, attivista ambientalista, Usa: «Sono una grande sostenitrice della necessità di alleggerire l’impronta ecologica di noi esseri umani su questo pianeta, in modo che possiamo lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato. Sostenere l’industria dell’allevamento con sussidi statali è un enorme spreco di soldi delle tasse dei cittadini, soldi guadagnati da ciascuno lavorando duramente».

Dott. Mario Tozzi, Geologo, primo ricercatore al Cnr, Italia: «L’allevamento industriale è una delle attività maggiormente impattanti sull’ambiente del pianeta Terra. Oggi al mondo ci sono oltre un miliardo e duecento milioni di bovini che hanno bisogno di quantità industriali di cereali e acqua, di infrastrutture impattanti e medicinali».

Sono sempre di più gli studiosi che confermano che uno dei modi più potenti di proteggere l’ambiente è quello di cambiare modo di mangiare, tornando a modelli più tradizionali e diminuendo quindi drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale (come latte e uova), la cui produzione è estremamente dispendiosa in termini di risorse (terreni, energia, acqua) e di inquinanti emessi (gas serra, sostanze chimiche, deiezioni ad alto potere contaminante).

In questo panorama, è anacronistico e inaccettabile che l’Ue e gli Stati Membri paghino all’industria zootecnica una quantità enorme di sussidi, incentivando così il consumo di alimenti ad altissimo impatto ambientale che vengono già consumati in quantità spropositate dai cittadini, contro ogni linea guida delle istituzioni per la salute nazionali e internazionali.

Conclude la dott.ssa Marina Berati: «Con la petizione che abbiamo appena consegnato, intendiamo proporre di invertire questa tendenza autodistruttiva mettendo fine a ogni genere di sussidio all’allevamento, alla pesca e alle coltivazioni di mangimi per animali d’allevamento. Abbiamo consegnato assieme alle 23mila firme di altrettanti cittadini di tutta Europa un dossier e altri materiali di approfondimento sul tema, materiali che invieremo anche alla Commissione Europea, sperando che le istituzioni tengano conto di questa istanza sostenuta da così tanti cittadini».

Le dichiarazioni complete delle personalità che hanno sostenuto la petizione

Introduzione divulgativa, con grafici e dati numerici, all’impatto ambientale degli allevamenti (soprattutto per quanto riguarda l’effetto serra)

Un documentario (che è stato selezionato per la partecipazione a Cinemambiente 2009) che introduce alla tematica dell’impatto ambientale degli allevamenti: Meat the Truth – Carne, la verità sconosciuta.

(Fonte Neic, Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione)