Rifiuti – Potenza sceglie inceneritore e discarica

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Iniziativa di raccolta di firme dell’associazione che vuole spingere sulla strada del «porta a porta»

Oggi alle 17,30 in Piazza Prefettura a Potenza sarà allestito un gazebo di Legambiente in cui sarà presentata la petizione da consegnare al Sindaco ed al Consiglio Comunale per chiedere priorità alla raccolta differenziata.

Nella relazione programmatica del Sindaco di Potenza per il prossimo quinquennio, osserva l’associazione, lo spazio dedicato alla gestione dei rifiuti è stato quasi nullo, con l’affermazione perentoria che «sarà inoltre avviato il ciclo del termovalorizzatoreentro pochi mesi e realizzata una vasca per lo smaltimento dei Rsu presso il sito della Pallareta, che consentirà di risolvere le problematiche di recapito finale dei rifiuti».

Per il Comune di Potenza la parola d’ordine è solo «smaltimento» che vuol dire discarica ed incenerimento del tal quale, per la raccolta differenziata solo delle ottime citazioni nel testo, ma nulla di concreto.

«Del resto – sostiene Legambiente in un comunicato – una città piccola come Potenza non può pensare di avere flussi di rifiuti tali da poter raggiungere le percentuali di raccolta differenziata che prevede la legge e, contemporaneamente, alimentare un inceneritore. Il sistema si richiude su se stesso e sugli errori del passato quando il Comune di Potenza ha ”bruciato” sei milioni di euro per provare a far funzionare l’inceneritore di Pallareta».

«Nel periodo precedente in cui l’amministrazione comunale ha ”acceso” il forno dell’inceneritore la quantità giornaliera di rifiuti che l’impianto ha sottratto alla discarica è stato inferiore al 30%, con un costo superiore ai 400 euro/tonnellata, quasi il triplo degli attuali costi di conferimento in discarica. Avviare un sistema di raccolta differenziata spinta dei rifiuti consentirebbe, invece, di sottrarre alla discarica più del 50% dei rifiuti, nel giro di pochi mesi, garantendo qualità ed efficienza del servizio, ritorno economico dalla vendita dei materiali raccolti separatamente e la creazione di nuovi posti di lavoro».

Le tantissime esperienze che Legambiente ha premiato in Italia anche quest’anno in occasione del 15° rapporto sui «Comuni Ricicloni» ci dimostrano invece come, anche dal punto di vista dei costi, la raccolta differenziata conviene, le gestioni integrate permettono infatti una ottimizzazione dei costi e delle rese dei circuiti di raccolta differenziata e di quelli della frazione non differenziata. È comunque assolutamente evidente, anche da queste esperienze, che la raccolta differenziata deve essere finalizzata al recupero di materia, pena la scarsa efficacia in termini di risultati: basse percentuali di intercettazione delle frazioni, bassa qualità del materiale raccolto e quindi bassi ricavi dalla vendita del materiale.

Emblematico poi è il risultato della città di Salerno, unico capoluogo riciclone del centro sud, che nel giro di pochi mesi ha raggiunto il 45,7% di raccolta differenziata. Anche in Basilicata molti Comuni si sono avviati sulla strada del «porta a porta» e dell’organizzazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti che vede al centro la raccolta differenziata spinta con recupero dei materiali raccolti, seppur in assenza degli impianti di compostaggio per il trattamento della frazione umida che consentirebbe a questi comuni di ridurre lo smaltimento a percentuali minime.

Stando ai dati riferiti dal comune di Potenza la città è passata dal 9,5% di raccolta differenziata del 1998 al 17,6% del 2008. Con il tasso medio di crescita che la città ha fatto registrare in media in questi ultimi dieci anni, osserva sempre Legambiente, lo 0,8% di incremento annuo richiederebbe di più di 50 anni per arrivare ai livelli di raccolta differenziata che le normative chiedono oggi.

Per queste ragioni, e per spingere verso nuovi stili di vita, Legambiente inizia una raccolta di firme e si rivolge direttamente ai cittadini per chiedere all’amministrazione di bloccare questo ennesimo ed inutile tentativo di riavviare l’inceneritore ed avviare un serio sistema di gestione dei rifiuti che metta al centro la raccolta differenziata, il recupero dei materiali, il compostaggio della frazione organica.