Vietato in Europa il legname illegale

161

Purtroppo è ancora debole il sistema delle penalità, da definirsi a livello nazionale, senza sanzioni minime fissate a livello europeo

Sembra un paradosso, ma è così: ci sono voluti dieci anni di campagne ambientaliste e un tortuoso percorso legale, ma alla fine una legge europea vieta il legno illegale e promette di punire le violazioni.

Il Parlamento europeo, infatti, oggi a favore della direttiva europea di vietare legname illegale dal mercato europeo.

Si tratta di un importante passo avanti per proteggere le foreste del pianeta, la biodiversità e i popoli indigeni.
La direttiva è frutto di un compromesso tra il Parlamento europeo e la Commissione, e tra punti di forza e di debolezza, ma se ben applicata, avrà un impatto positivo sulla foreste del pianeta e sui loro abitanti. Questo significa anche che i Paesi in via di sviluppo potranno finalmente iniziare a beneficiare delle risorse forestali che fin’ora sono state depredate dal taglio illegale.

La nuova legge obbliga gli operatori a riferire in modo trasparente l’origine del legno importato. Inoltre, essi devono valutare il rischio di illegalità e spetta a loro prevenirne l’origine illegale. Tutti gli operatori sono tenuti a fornire informazioni sull’origine del legname venduto. Queste misure forniranno una maggiore trasparenza nella filiera del legno, riducendo il rischio di presenza sul mercato di legname di origine illegale.

Purtroppo è ancora debole il sistema delle penalità, da definirsi a livello nazionale, senza sanzioni minime fissate a livello europeo. Questo rende possibile per le imprese di spostarsi verso paesi con sanzioni basse, che saranno quindi premiati per la scarsa affidabilità, mentre il commercio illegale rischia di continuare a prosperare. Anche l’esclusione dalla nuova legge dei prodotti stampati è anche una occasione mancata, considerando i 3,2 miliardi di euro annui di importazioni editoriali.
Le associazioni ambientaliste hanno promesso di vigilare sull’implementazione della legge nei prossimi anni.

(Fonte Salva le Foreste)