Gran Bretagna – Privatizzare le foreste una costosa perdita ambientale

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Fu un disastro già all’epoca Thatcher: migliaia di ettari di ecosistemi fragili furono devastati dalle piantagioni di alberi e l’erario perse centinaia di milioni di sterline

I piani di privatizzare tutti i boschi inglesi potrebbe costare al governo milioni di sterline. Anche se non sono stati ancora pubblicati i piani per la messa in vendita dei 250.000 ettari di foreste demaniali inglesi, di proprietà della English Forestry Commission, ma è già prevedibile che la perdita del gettito fiscale delle foreste statali inglese rischia di superare gli incassi realizzati nella vendita. La messa in vendita di grandi aree di bosco rischia di farne cadere il prezzo, mentre i ricchi incentivi fiscali assicurati ai proprietari forestali ne fanno un ottimo investimento per evitare il pagamento delle tasse.

La English Forestry Commission è proprietaria di quasi il 17% dei boschi inglesi, ed è il maggior produttore di legname. Ma il governo è stato evasivo nel dire quanto si spera di raccogliere dalla vendita dei suoi beni. Le stime variano da 400-500 m, con terreno boschivo di vendita per una media di 3.000 sterline l’ettaro. «Si tratta alla fine di un’occasione per pagare meno imposte, e questo annulla l’obiettivo della vendita delle foreste, ossia fare cassa – ha spiegato al “Guardian” Richard Murphy, consulente di Tax Justice Network -. Se avessi un milione di sterline, la prima cosa che farei in previsione della successione, le investirei in foreste. Così il governo perderebbe 400.000 sterline di imposta di successione. In tanti saranno tentati dall’acquisto delle foreste pubbliche».

I proprietari forestale infatti sono esenti dall’imposta sulle plusvalenze, dall’imposta sul reddito e dall’imposta di successione. Solitamente le possibilità di acquistare grandi aree di bosco sono scarse, e i prezzi sono rimasti elevati. Questo però potrebbe cambiare radicalmente quando migliaia di boschi e foreste saranno immessi sul mercato. «Ecco una grande opportunità di pianificazione fiscale per le persone, che è destinata a diventare più facile da utilizzare e questo non porterà a uno sviluppo della silvicoltura».

Il possesso di foreste è divenuto il settore di investimento preferito all’epoca del governo Thatcher, quando i forti sgravi fiscali hanno portato a un boom forestale. Affaristi, celebrità dello spettacolo e dello sport. Cliff Richard, Phil Collins e Terry Wogan hanno investito con profitto nelle piantagioni di pino in Scozia. Questa politica è stata modificata dopo anni di campagne ambientaliste, e dopo che decine di migliaia di ettari di terreno e di ecosistemi fragili erano stati devastati dalle piantagioni di alberi, e parallelamente l’erario aveva perduto centinaia di milioni di sterline. Inoltre nei prossimi anni, anche la conservazione di boschi e foreste potrebbe portare a grossi incassi per la protezione degli stock di carbonio, tutti incassi perduti dall’erario. Oltre 130.000 persone hanno firmato una petizione contro la svendita dei boschi inglesi.

(Fonte Salva le Foreste)