Sostenibilità – La Puglia ha voltato pagina

289

Dall’incrementare l’utilizzo dell’acqua potabile alla bonifica di zone inquinate. Dalla promozione di un parco cittadino alle buone pratiche in agricoltura. Focus sulla qualità dei cibi e la vocazione turistica del territorio

Sostenibilità è il termine maggiormente speso in occasione di un incontro tenutosi ieri presso l’Aula Magna «E. Orabona» del Politecnico di Bari. L’incontro organizzato da «Sentire Sostenibile», in collaborazione con TecFor, Anca, Hy-Change Lab, Ato Bari5, Confartigianato Bari, fa parte di un progetto finanziato dalla Provincia di Bari e dal Fondo sociale europeo. Il referente del progetto prof. Michele Dassisti del Politecnico di Bari ha coordinato i lavori.

I temi trattati durante l’intera mattinata sono stati numerosi ma tutti incastrati tra di loro: dalla sostenibilità al turismo, dalla degradazione del suolo alla cultura dell’ambiente, dai cambiamenti climatici ai problemi legati all’acqua.

La crescita e l’arricchimento della cultura ambientale e i mutamenti del linguaggio sono stati i temi di cui hanno parlato l’assessore regionale alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, la consigliera al Comune di Bari Maria Maugeri e il presidente dell’Istituto Agronomico Mediterraneo Cosimo Lacirignola. Temi, questi, che hanno fatto la differenza, il cui sviluppo concreto ha contribuito a scardinare le cattive pratiche e a radicarne di nuove. Ultimo caso concreto di «buona prassi», raccontato dalla Maugeri, è stata la donazione del Comune di Bari agli studenti di alcune scuole elementari di Bari di bottiglie di vetro per invogliare i ragazzi, e soprattutto i genitori, a consumare l’acqua dal rubinetto, riducendo così il consumo di plastica da smaltire e, contestualmente, far passare il messaggio che l’acqua pubblica è buona da bere.

Ma la narrazione non si esaurisce alle pratiche legate all’acqua, il suolo dell’ex Fibronit restituito alla città di Bari è un’altra buona prassi, così come lo è, forse in misura ancora maggiore, l’istituzione sofferta del Parco di Lama Balice, primo parco cittadino grande circa 200 ettari.

Dunque stiamo assistendo ad un’inversione di tendenza che è partita dalla terminologia ed è passata dall’adozione di pratiche innovative, che hanno stravolto e continueranno a stravolgere il territorio, questa volta però la tinta usata per ridisegnarlo non è il grigio ma il verde, della natura e della speranza di un domani sostenibile.

L’incontro è entrato nel vivo con gli interventi del dott. Luca Marmo della Direzione generale Ambiente – Unità B.1 dell’Unione europea, che ha parlato in collegamento telefonico da Bruxelles di «governance per la sostenibilità ambientale e della difesa del suolo», dando contezza del lavoro che viene svolto per la tutela del suolo ritenuto «una risorsa di vita». In effetti i dati forniti parlano di 38 miliardi di euro all’anno spesi per combattere il processo di degradazione del suolo, dovuto a impermeabilizzazione, erosione, compattazione, smottamenti, perdita di materia organica, salinizzazione e contaminazione.

Nel territorio dell’Unione europea infatti il 12% della superficie totale è soggetta a erosione idrica, mentre il 45% ha uno scarso contenuto di materia organica. Per quanto riguarda l’impermeabilizzazione, essa ha colpito ad oggi il 2,3% della superficie europea, mentre la salinizzazione ha già «bruciato» 3 milioni di ettari di suolo europeo. Questi dati sono utili per comprendere la gravità della situazione e, dunque, l’urgenza delle azioni da intraprendere, dapprima in sede europea e poi nei singoli Stati. «Purtroppo dal 2007 – lamenta Marmo – la proposta di direttiva quadro sul suolo è bloccata al Consiglio d’Europa per il veto imposto da alcuni Stati membri».

L’intervento del prof. Teodoro Miano ha fatto breccia invece in una memoria più vicina ai pugliesi, nella sua relazione ha citato i casi dello spietramento della Murgia e i conseguenti danni provocati al territorio, che non ha «saputo» reagire a causa dell’impermeabilizzazione, del disboscamento e dello spietramento. La gestione «allegra» e forse incosciente del territorio ce la ricordano le cronache delle alluvioni degli anni recenti.

Con il racconto dell’esperienza di «valorizzazione del turismo rurale integrato con il territorio» portata dal dott. Fausto Faggioli, fondatore dell’European Academy for Rural Tourism Hospitality (Earth Academy), si è conclusa la mattinata. Faggioli alla fine del suo appassionato intervento ha lasciato la platea con una considerazione di carattere economico e con un quesito apparentemente semplice: «è il turismo, con l’agroindustria e l’energia, il settore di sviluppo del prossimo ventennio. Voi pugliesi avete l’ospitalità nel dna, avete il buon cibo e una terra stupenda, cosa vi manca?».