Puglia – Un Piano coste a prescindere…

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La spiaggia è un sistema che vive, ma nel Piano le dune sono «stabili». Non è considerata la vegetazione né si vede l’apporto di botanici

La spiaggia con le sua sabbia finissima, calda è un ecosistema percepito spesso fisso, immutabile o addirittura «stabile» come si legge nel Piano Regionale delle Coste della Regione Puglia, che in questi giorni è in viaggio lungo le nostre coste.

Ci veniamo d’estate, è pieno di ombrelloni, lidi, piscine e la percezione di immutabilità aumenta, tranne poi nel caso di qualche mareggiata che ci fa rendere conto di quanto il sistema sia fragile, e soprattutto «mutevole», altro che stabile. La spiaggia, per definizione è costituita da materiale «incoerente», in continuo movimento; è l’interfaccia tra il mare e l’entroterra, e di conseguenza il sito meno indicato per impiantarvi qualcosa.

È sempre una condizione temporanea, una zona di accumulo tra quanto porta il mare e quanto apporta l’entroterra, con i fiumi, i torrenti; cementandoli verrà meno l’apporto terrestre e il mare non potrà che riprendersi (erosione) sempre di più ciò che apporta. Si tratta di una zona, infatti, ad elevato dinamismo nella quale la situazione di equilibrio che viene raggiunta deve tenere conto dei numerosi fattori che intervengono: passivi (topografia dell’area, materiali presenti) e attivi (venti, moto ondoso, correnti marine, maree, apporti fluviali, attività degli organismi, ivi compreso l’uomo!).

Il sistema spiaggia

Il ruolo della vegetazione

I tipi di dune

Un sistema instabile

Le carenze del Piano