Coltivare biomasse può danneggiare la diversità

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L’Ispra, con una relazione, ha incoraggiato l’intervento. Sviluppo sostenibile e benefici ambientali possono essere raggiunti se le specie per le biomasse sono coltivate in maniera sostenibile

Il Comitato permanente della Convenzione di Berna (il Consiglio della Convenzione europea sull’osservazione della Fauna europea e degli habitat naturali), preoccupato che l’incremento di colture per la produzione di biomasse possa condurre alla fuga di specie invasive con effetti susseguenti deleteri sulla biodiversità naturale, ha adottato un suggerimento (raccomandazione) per ridurre l’impatto sulla biodiversità dei sistemi naturali di specie non native potenzialmente invasive utilizzate nelle coltivazioni per biomassa (Recommendation 141, 2009).

L’Ispra, con una relazione sottoposta agli esperti europei della Convenzione di Berna, ha incoraggiato queste misure. L’istituto italiano per la Protezione dell’Ambiente (un’agenzia che fa capo al ministro italiano per l’Ambiente) poneva l’attenzione, nella relazione, al fatto che sviluppo sostenibile e benefici ambientali possono essere entrambi raggiunti solamente quando le specie per le biomasse sono coltivate in maniera ambientalmente sostenibile.

La Raccomandazione, che vincola legalmente gli stati membri, avverte del fatto che alcune specie per biomassa invadono le aree al di fuori di quelle coltivate a tale scopo, e, facendo ciò, possono avere un impatto sulla biodiversità naturale. Il Parlamento europeo, pertanto, ha consigliato di ridurre la potenziale invasione di specie non autoctone controllandone l’utilizzo nelle coltivazioni per biomassa.

È importante, dicono gli esperti, fornire uno screening, precedente alla coltivazione, per ciascuna specie proposta in ciascuna regione. In aggiunta, è necessario introdurre nuovi criteri di coltivazione per limitare la dispersione e la disponibilità delle specie invasive. Senza queste misure, le specie invasive, sfuggendo al controllo, possono causare una perdita di biodiversità naturale e di funzionalità dei terreni agricoli.

Nel lungo periodo, le coltivazioni per biomassa con aspetti invasivi devono essere limitate nel numero e nell’estensione, anche se questo ha un effetto sull’efficienza agronomica e sugli aspetti finanziari finali. Il conformarsi con queste raccomandazioni della Convenzione di Berna conserverà la flora e la fauna native dell’Europa ed i loro habitat naturali, mentre la produzione di energia sostenibile permetterà agli stati europei di raggiungere gli obiettivi della politica sull’uso delle fonti rinnovabili di energia.

(Fonte Janette Fiddes)

(La foto è di Pina Catino)