Più leguminose, nelle radici un aiuto all’agricoltura sostenibile

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Uno studio dell’Istituto di bioscienze e biorisorse del Cnr di Napoli, pubblicato su «New Phytologist», propone un nuovo modello per il funzionamento del nodulo azoto-fissatore, l’organo radicale che nelle colture leguminose permette la conversione dell’azoto atmosferico in nutrienti utilizzabili dalle piante, rendendo i terreni agricoli più fertili

Corsi gratuiti su agricoltura sostenibile e sociale

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Organizzati dall’Enaip che rilascia un Attestato di Frequenza professionale

Ancora troppi veleni in agricoltura convenzionale

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Sebbene la situazione tra il 2010 e il 2013 sia migliorata con un trend di diminuzione dell’uso pari al 10%, nel 2014 si è registrata una inversione di tendenza e il consumo di prodotti chimici nelle campagne è tornato a crescere, passando da 118 a circa 130mila tonnellate rispetto all’anno precedente

Agricoltura, regole e ambiente… si può

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Il mondo agricolo troppo spesso è lasciato all’improvvisazione di chi possiede il pezzo di terra e chi ci lavora dentro fatica per ottenere visibilità e dignità giuridica. Basti pensare al triste fenomeno, non solo meridionale, del caporalato. L’agricoltura è una risorsa indispensabile per la realtà economica del sud Italia che, però, deve e può essere gestita in maniera più strategica, grazie anche all’esistenza di tutta una rete legislativa che fa da supporto al settore, ma che non sempre viene applicata

Ue, è iniziata la revisione sull’uso dei pesticidi

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Slow Food: possiamo davvero parlare di uso sostenibile dei pesticidi?  La consultazione europea rappresenta l’ultima possibilità per chiedere l’introduzione di regole vincolanti 

Salviamo la Piana degli ulivi secolari in Puglia

Tempo di lettura: 5 minuti Intervista a Margherita Ciervo «Questa sentenza del Tar Bari pone solide basi per la fine dell’attuale stato di eccezione e del connesso processo di “normalizzazione dell’emergenza” che, in nome di […]

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Il biologico salverà il pianeta

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«La scelta dell’agricoltura biologica è il primo indispensabile passo per restituire fertilità al suolo. E per il suo sviluppo, su scala mondiale, è necessario dare avvio concretamente a una nuova economia circolare»

Xylella, alt alla gestione medievale, il Tar sceglie la ricerca

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Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia (Sezione Terza) di Bari ha accolto i ricorsi presentati dai proprietari degli alberi di olivi monumentali e con caratteristiche di monumentalità di Ostuni, dichiarati positivi a Xylella fastidiosa dall’Osservatorio fitosanitario regionale. Prevista la possibilità di fare ricerca scientifica sul campo

Capolupo (Knorr), ‘agricoltura rigenerativa favorisce biodiversità’

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(Adnkronos) – “Due anni fa abbiamo iniziato ad introdurre le pratiche di agricoltura rigenerativa nei nostri campi di riso pavesi perché miriamo a contribuire, sul lungo termine, a ridurre le emissioni di gas serra, migliorare la qualità dell’acqua e favorire la biodiversità”. Così Mariangela Capolupo, Head of Marketing di Knorr Italia, presentando il progetto di Knorr nel campo dell’agricoltura rigenerativa.  “L’iniziativa italiana di agricoltura rigenerativa nasce nel 2022 nelle risaie in provincia di Pavia. Il progetto, che vede la collaborazione di Knorr con Parboriz, Innovatech e le Università di Pavia, Torino e Milano, ha coinvolto inizialmente quattro risaie – spiega Capolupo – per un totale di 900 ettari, ma ha l’obiettivo di estendersi ad un numero crescente di risaie ed ettari di campi”.  “Il progetto di agricoltura rigenerativa – aggiunge – si colloca all’interno del programma ‘BuonCibo Knorr’, con il quale miriamo a fornire qualche consiglio e ad ispirare gli italiani a mangiare i loro piatti preferiti avendo anche a cuore il pianeta”. Nell’ambito del programma ‘BuonCibo Knorr’ è stata lanciata anche ‘Rigenera le tue vibe’. “La campagna è nata dalla consapevolezza che i nostri progetti e i nostri prodotti possono giocare, insieme ad altri, un ruolo importante nel contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale – continua Capolupo – e vuole parlare alla generazione Z, il pubblico che più di altri sente un senso di urgenza nei confronti delle tematiche ambientali e che, spesso, accende anche la conversazione in famiglia”.  “Analizzando le peculiarità della Gen Z, lavorando con i ragazzi e comprendendo a fondo la loro quotidianità, abbiamo capito che mangiare qualcosa di buono può aiutare molto ad affrontare le sfide di tutti i giorni – spiega l’Head of Marketing di Knorr Italia – Inoltre, se gli ingredienti del piatto che si mangia sono coltivati pensando al pianeta, è ancora meglio. Da questa riflessione nasce la campagna ‘Rigenera le tue vibe’, pensata per parlare alla generazione Z con un tono ironico e divertente”.  “‘Rigenera le tue vibe’ coinvolge due grandi idoli della generazione Z: i The Kolors, che hanno scalato le classifiche con la loro ‘Italodisco’ e le nonne, vere custodi del buon cibo italiano e delle good vibe di questi ragazzi – conclude Capolupo – Ecco quindi che la campagna altro non è che il nostro metodo per affrontare ‘gli sbatti’ della quotidianità. Per ‘rigenerare le proprie vibe’ a volte basta mangiare un buon risotto, approvato dalle nonne, e scoprire che il riso è stato coltivato pensando al pianeta come parte della più grande missione di Knorr verso l’agricoltura generativa, che ha importanti obiettivi per il nostro pianeta, a partire dall’Italia”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sull’Agricoltura c’è la «censura del sapere»

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L’uso poi dei prodotti e dei fertilizzanti di sintesi sta portando ad una degenerazione globale del sistema suolo originando una destrutturazione degli stessi con la proliferazione di quelle microfrane che stanno alla base del grande dissesto idrogeologico. Molti agricoltori e tecnici sono convinti che la chimica (e gli Ogm tra poco) siano i veri fattori dell’aumento delle produzioni agricole: è una bufala dimostrabile

Altro che tagli, così risorge l’ulivo in Salento

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Riprendiamo e diffondiamo due video affinché, i nostri lettori, abituati ad avere notizie serie, abbiano un metro di paragone e sappiano la situazione attuale della lotta alla Xylella fastidiosa e ascoltino i proprietari virtuosi che hanno intrapreso un’altra strada da quattro anni. Affinché si capiscano le ragioni all’opposizione del taglio degli alberi e alle politiche europee e regionali

Una fattoria sostenibile e di… recupero

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È la comunità Emmaus di Foggia, una realtà agricola e sociale che vanta oltre 40 anni di vita. Accoglie giovani in difficoltà e una cooperativa sociale che con i suoi soci e volontari cura con grande amore una fattoria bio didattica e dove si producono formaggi, ortaggi di stagione e uno yogurt delicatissimo dal latte di capra

Xylella fastidiosa, l’epidemia che non c’è

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I dati degli ultimi monitoraggi smentiscono l’idea dell’epidemia: l’1% di piante infette nella zona di contenimento e il 2,5% nella zona infetta! E, intanto, spunta la notizia di un olivo infetto a Corato noto almeno dal 2016!

Xylella, altre conferme dal protocollo Scortichini

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Uno studio attesta che si può convivere senza che la produzione debba soffrire in modo evidente. I dati dello studio portato avanti da 3 e 4 anni. Il medesimo composto a base di zinco, rame ed acido citrico ha mostrato spiccata azione di contenimento nei confronti della «cimice asiatica». Qualcuno dovrà pur spiegare perché è stata intrapresa una direzione contraria alle evidenze scientifiche prodotte da studi interdisciplinari che dimostravano, da tempo, che la convivenza con Xylella era possibile con un approccio di facile gestione, ecosostenibile e dal costo contenuto

Xylella, altre 3 sentenze Tar fermano gli abbattimenti

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Piovono sentenze Tar contro la Regione Puglia. Gli ulivi positivi, anche dopo anni, continuano a stare bene

Accolto il ricorso sugli alberi di Ostuni

Tempo di lettura: 3 minuti Il Tar accoglie integralmente le ragioni dei proprietari degli alberi monumentali di Ostuni con una sentenza epocale. Il Comitato scientifico multidisciplinare indipendente: «ora affrontare il problema del disseccamento nella sua […]

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In Puglia pesticidi… obbligatori

Tempo di lettura: 2 minuti È l’effetto della presenza della Xylella. In 19 comuni pugliesi i cittadini diffidano i sindaci. Destinati 5 milioni di finanziamenti pubblici all'acquisto e allo sversamento di pericolosi pesticidi sui propri […]

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Xylella, ecco le zone… miracolate

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Alcuni esempi di ripristino a breve termine di Cellina di Nardò e Ogliarola salentina colpite da Xylella fastidiosa in zona infetta. Le zone documentate si trovano in aziende olivicole che applicano il «protocollo Scortichini» a San Pietro Vernotico (Brindisi) e a Cannole (Lecce)

E per le piante c’è anche il distillato di legno

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Questo prodotto, poco noto, serve per aumentare la fertilità del terreno. La ricerca dell’Università di Pisa pubblicata sulla rivista «Soil Research»

Xylella, un documento di docenti e specialisti

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Il testo del tavolo tecnico Aiab inviato alla Regione Puglia. Aperto un conto dedicato per finanziare ricorsi e sostegno ai piccoli produttori